Roma, 12 febbraio 2004
COMUNICATO N. 4
AI COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE
AI RESPONSABILI DI STRUTTURA
AGLI ASSOCIATI
Il C.I.V. ha incontrato, nella mattinata, le Organizzazioni sindacali aziendali.
Abbiamo apprezzato l’iniziativa, pur se partita in ritardo rispetto all’insediamento ufficiale. Attendiamo, invece, che un analogo gesto di "sensibilità" si manifesti da parte del Presidente e del Direttore Generale.
Il Presidente del C.I.V. Lotito, in apertura, ha illustrato sinteticamente le principali linee di indirizzo che saranno sviluppate nel prossimo Piano triennale, impegnandosi a programmare un ulteriore incontro con il Sindacato, per gli opportuni approfondimenti e per la ricerca della più ampia condivisione degli obiettivi.
Particolare accento è stato posto sul ruolo fondamentale svolto dall’INPS nell’ambito delle politiche dello "stato sociale", e sugli sviluppi legati all’introduzione delle nuove norme che disciplinano il mercato del lavoro.
La necessità di mantenere alti i livelli di efficienza, la conferma della scelta del decentramento territoriale, il consolidamento di una cultura della legalità nel mondo del lavoro, i nuovi e più complessi compiti attributi o attribuibili all’Istituto, questi gli altri temi toccati dal Presidente nella sua esposizione.
Nel nostro intervento abbiamo sottolineato il ruolo dell’Ente quale strumento di gestione delle politiche dello "stato sociale". Uno strumento efficiente ed efficace, divenuto tale anche per scelta politica, quando anni fa con provvedimenti normativi (legge 88/89) e con le successive scelte contrattuali, sono state messe a disposizione, e proficuamente utilizzate, le risorse necessarie per lo sviluppo organizzativo, produttivo e professionale dell’Istituto. Tutti i dati dimostrano come per oltre un decennio si siano verificati costanti e crescenti incrementi della produttività, in un contesto di grandi cambiamenti organizzativi e normativi, caratterizzato anche dall’ampliamento delle competenze attribuite all’INPS (fino all’assorbimento di due interi Enti, SCAU e INPDAI) e, non ultimo, con una costante e continua diminuzione della forza lavoro.
La spinta propulsiva di quei provvedimenti è ormai esaurita, le risorse economiche si dimostrano inadeguate e permangono, anche per l’INPS assimilato al resto della P.A., i vincoli che impediscono l'adeguamento dei livelli occupazionali.
In particolare, nell’ultimo biennio, l’Istituto registra una vistosa perdita di visibilità, scarsa capacità progettuale, nonché ricorrenti attacchi (interni ed esterni) alla propria autonomia decisionale, favoriti anche dall’instabilità dei Vertici.
Il complesso di queste criticità non può che favorire un ridimensionamento dell’Ente.
Saranno facilmente attribuibili, quindi, precise volontà e responsabilità politiche a chi non si adopererà in direzione del superamento di tali ostacoli.
In tal senso, pur rispettosi dei ruoli e delle competenze, ci auguriamo che anche il C.I.V. contribuisca ad un deciso rilancio dell’INPS, nel suo complesso, ed in particolare al riconoscimento del valore del lavoro e della professionalità del Personale.
Cordiali saluti.
IL SEGRETARIO GENERALE
Michele Di Lullo