Comitato Esecutivo

Roma, 11 novembre 2004

Prot. n. 4031 /04

Ai Segretari Generali delle Federazioni

e dei Sindacati aderenti del Pubblico Impiego

Loro Sedi

 

Continua la "tracimazione" delle notizie e dei lanci pubblicitari sui rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego.

Se il Governo si fosse voluto impegnare per fornire ulteriori argomenti alle organizzazioni sindacali, impegnate nella tornata elettorale delle RSU, non avrebbe potuto fare di meglio.

Purtroppo non ci troviamo di fronte ad un incidente di percorso o a semplici incontinenze politiche. Il malessere che vive la politica italiana, nei confronti del pubblico impiego, è reale ed ha trovato varie forme di manifestazione che, con tratti più o meno marcati, si evidenziano da tempo.

La Pubblica Amministrazione è considerata come una specie di supermercato o, per dirla con qualcuno, come un "megastore", ove abbondano le spese (non proletarie) ingenerate dalla politica e da quanti sono sempre attenti alle poltrone, alle consulenze, agli appalti e agli acquisti, a prescindere dal costo.

Ciò che certamente non viene tenuto in debita considerazione, è il fatto che, senza la struttura della pubblica amministrazione, tutto l’impianto del Paese rischia un subitaneo tracollo, come se fosse un castello di carte.

Una Pubblica Amministrazione da riorganizzare, da snellire, da migliorare, è da tempo l’obbiettivo su cui sta lavorando l’organizzazione sindacale; ma le ultime posizioni assunte dal Governo non sembra vadano in questa direzione.

Tale settore non è costituito solo da sistemi informatici ed uffici, ma è essenzialmente basato sulle persone che vi operano, quotidianamente assillate da norme sempre più farraginose ed incomprensibili, quando addirittura non inapplicabili. Norme che sembrano fatte apposta per complicare la vita dei cittadini.

La famosa "risorsa umana", definizione di per sé sgradevole, ma tanto usata, è posta in coda alla graduatoria degli elementi sui quali bisogna investire.

Con le risorse che il Governo intende mettere a disposizione per i rinnovi contrattuali, si potrà discutere solo di mera sopravvivenza.

L’esiguo stanziamento complessivo, destinato ai rinnovi contrattuali, precipita perfino nel ridicolo, quando si evidenzia il finanziamento destinato a promuovere la "produttività".

E’ questo un chiaro segnale che il potenziamento dell’efficienza della pubblica amministrazione è ridotto ad uno slogan da utilizzare nei comizi.

In luogo di risorse e strumenti adeguati alla lotta all’evasione e all’elusione fiscale e contributiva; alla difesa dagli infortuni sul lavoro; alla promozione dell’attività della ricerca, della scuola ed dell’università; all’operatività degli enti locali, all’efficacia della sicurezza e della tutela dell’ambiente, si mortificano i pubblici dipendenti con

l’offerta di "oboli" al posto di rinnovi contrattuali rispettosi del lavoro, dell’impegno e del ruolo rivestito.

Sono dunque inaccettabili le attuali proposte governative e, in assenza di una svolta decisiva delle trattative, il clima di tensione in atto è destinato ad inasprirsi ulteriormente.

Si fa riserva di notizie e si inviano cordiali saluti.

Il Coordinatore per le politiche contrattuali del P.I .

Davide Velardi