
Roma,
8 marzo 2005
COMUNICATO
N. 3
AL CONSIGLIO NAZIONALE
AI RESPONSABILI DELLE
STRUTTURE
AGLI ASSOCIATI
MANSIONI
SUPERIORI: UN PERICOLOSO CONO D’OMBRA.
Continuiamo ad assistere, sconcertati, al
comportamento disomogeneo delle Direzioni di Sede e delle Direzioni Regionali,
nell’utilizzo dell’Accordo in materia di mansioni superiori – ex art. 24
CCNL 1998/2001 – sottoscritto, in data 22 ottobre 2001, da tutte le OO. SS.
rappresentative.
Come riportato nel comunicato n. 2, i dati
forniti dall’Amm.ne su nostra richiesta, evidenziavano l’attribuzione di 357 processi
abilitanti a personale C3.
Parliamo al passato, perché i dati forniti
non sono aggiornati, tanto da indurre la Direzione Centrale Organizzazione a
disporre (!) una rilevazione delle posizioni con msg. n. 5243, del 14
febbraio scorso.
La distribuzione territoriale evidenziava
l’attribuzione del seguente numero di posizioni:
Piemonte 81 –
Emilia Romagna 50 – Sardegna 41 – Abruzzo 23 – Calabria 28 – Campania 22 -
Lazio 29 - Umbria 22 – Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Marche e Trentino
Alto Adige 1 – Lombardia e Sicilia 0.
La disciplina delle mansioni superiori,
ricordiamolo, era stata regolata per far fronte alle carenze nell’organico
C4, attribuendo posizioni ai C3, per non più di sei mesi, in
attesa dell’avvio delle selezioni interne.
Al di fuori delle ipotesi previste l’assegnazione
è nulla.
In tal caso il Dirigente che ha disposto
l’assegnazione risponde personalmente del maggior onere conseguente
(citato Accordo 22 ottobre 2001).
Sempre dai dati dall’Amm.ne, appare
incoerente la distribuzione delle autorizzazioni alle mansioni superiori,
rispetto a carenze di organico che, spesso, risultano inversamente
proporzionali a dette autorizzazioni.
Ciò è accaduto, accade, anche perché la distribuzione
dell’organico a livello territoriale, per posizione ordinamentale (A1,
A2, B1, B2, C1, C3, C4) e per profilo professionale (amministrativi,
informatici, vigilanza, infermieri, tecnici), non è stata mai concertata
con il Sindacato, né nazionale, né territoriale.
È stata invece concertata, al tavolo “romano”,
la distribuzione della dotazione organica nazionale per posizioni e
profili, così come siamo stati informati della dotazione organica regionale
complessiva (dai dirigenti, ai professionisti, al personale delle aree
ABC), senza distinzione tra posizioni e profili.
Così, di fatto, la “distribuzione”
delle autorizzazioni è riservata alla discrezionalità della D.C. Risorse
Umane, nell’ottica (distorta?) del fabbisogno complessivo nazionale.
Invece, la “regionalizzazione” delle
graduatorie relative alle selezioni interne, nonché delle procedure per
l’attribuzione delle posizioni organizzative, abilitanti,
dei ruoli di ottimizzazione e dei servizi a valore aggiunto,
rende di tutta evidenza l’enormità dei rischi e le conseguenze, sui
lavoratori, di un utilizzo non omogeneo, esasperato e anomalo,
del meccanismo delle mansioni superiori, come evidenziato anche nel recente
comunicato unitario da parte di tutto il Sindacato in INPS.
Ricordiamo, poi, che da questo meccanismo,
da quest’opportunità, è tuttora escluso il personale C3 delle Direzioni
Regionali e della Direzione Generale.
Registriamo, inoltre, la mancata
divulgazione dei criteri utilizzati per l’attribuzione delle posizioni e il
mancato avvio delle procedure di selezione interna alla posizione C4,
tutto in palese violazione dell’Accordo e delle disposizioni dell’Amm.ne
(circ. 167 del 18 gennaio 2002).
E ancora: tutto all’ombra, senza
garanzie per il personale interessato, esasperando la discrezionalità delle
Direzioni di Sede che rischiano (!?) di determinare una progressione
di carriera ad personam, a danno della vasta platea di
personale C3.
Per tutti questi motivi il Sindacato Autonomo
CISAL INPS RITIENE NON PIÙ PROCRASTINABILE
UN INCONTRO SULLA MATERIA
Intanto, chiamati
a giudicare sul rispetto delle norme, iniziano a pronunciarsi i Tribunali del lavoro.
Cordiali saluti.
IL SEGRETARIO
GENERALE
Michele Di Lullo