Roma, 1 aprile 2005

COMUNICATO N. 9

AL CONSIGLIO NAZIONALE

AI RESPONSABILI DELLE STRUTTURE

AGLI ASSOCIATI

CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO

Riportiamo il testo del comunicato CISAL del 31 marzo:

"Come abbiamo avuto modo di sottolineare, il dato allarmante sui rinnovi contrattuali del Pubblico Impiego è che si sta sollevando un grosso polverone, con lo scopo di coprire le deficienze che non si vogliono affrontare e che ne condizioneranno pesantemente l’efficacia.

La questione dei 95 euro, che sembra essere la questione fondamentale per tutti, sta lentamente scadendo in un ridicolo tira e molla. Il Governo sostiene che non è questione di qualche euro in più e che a fronte di un contratto, mirato alla produttività e all’efficienza della P.A., è disposto a smuoversi da tale importo. C’è anche chi ha individuato in 100 euro la soglia del possibile accordo e chi continua a rapportare le retribuzioni dei funzionari pubblici con quelle di altri settori mettendo in raffronto dati disomogenei.

Anche il concetto, giusto, di considerare la produttività e l’efficienza delle amministrazioni richiede, per poter essere preso in seria considerazione, l’adozione di atti "virtuosi" da parte del Governo. Non si può dimenticare, infatti, che da tempo la contrattazione ha introdotto meccanismi di valutazione dei livelli produttivi ed il conseguente aggancio di quote di salario ai risultati conseguiti.

Quindi non ci sarebbe alcuna controindicazione in merito, se non fosse per l’imposizione dei costi dei passaggi di qualifica sui fondi incentivanti, che ha strozzato il "ciclo virtuoso" intrapreso dalla contrattazione e ciò per effetto di una Legge Finanziaria. Dunque, se il Governo vuole percorrere tale strada, deve rimuovere l’ostacolo, altrimenti si fanno solo chiacchiere!

D’altronde l’Esecutivo dovrebbe rendersi conto che, benché abbia già di fatto strappato gli accordi sul costo del lavoro, la soluzione del problema del mancato recupero dell’aumento del costo della vita è pregiudiziale a qualunque altro ragionamento sulla destinazione delle risorse contrattuali.

Dopo le elezioni regionali si riaprirà il tavolo tra Governo e OO.SS. e, come avevamo già preannunciato, si guarda già al prossimo DPEF e alla Finanziaria per il 2006, escamotage che consentirebbe alla controparte di reperire ulteriori risorse e di tappare la bocca a chi pretende il rispetto stretto delle Finanziarie 2004 e 2005.

Il rischio è che ciò possa provocare un ulteriore slittamento dei rinnovi contrattuali per il prossimo biennio, il che comprova, ancora una volta, la necessità di intervenire concretamente ed urgentemente sui meccanismi della contrattazione, esigenza questa che da anni andiamo sostenendo tra l’ostilità diffusa di "conservatori" e l’indifferenza di "incauti", salvo poi ritrovarli tutti insieme ad accapigliarsi su questioni che trovano la loro genesi appunto nel quadro di riferimento normativo, decisamente fantasioso ed inadeguato. F.to Il Coordinatore per le Politiche Contrattuali del P.I. - Davide Velardi "

Cordiali saluti.

La Segreteria Generale